Le amiche che vorresti e dove trovarle

“Quanti sono i libri importanti nel corso di una vita? Meglio non contarli. Ad ogni modo i libri animati dalle amiche che vorresti (che vorremmo, avremmo voluto, volevamo) sono importanti in sè, in assoluto. Alcuni più degli altri.”

56168061_1040666869456928_549800966879182848_n.jpgCon “Le amiche che vorresti e dove trovarle” di Beatrice Masini e Fabian Negrin, presentano 22 figure tutte femminili, protagoniste straordinarie di storie altrettanto straordinarie che sono andate contro le convenzioni del loro tempo, che sono vissute fuori dagli schemi. Il libro non è rivolto ad un solo destinario, ma chiunque può riconoscersi ed in seguito approfondire la conoscenza di queste donne straordinarie.

Ogni figura è preceduta da un disegno che la rappresenta, la stessa Fabian Negri ha utilizzato tecniche diverse per rappresentare queste donne conosciute solo indirettamente. Ogni tecnica di illustrazione utilizzata rappresenta l’essenza della figura in questione. Da Alice nel Paese delle meraviglie, a Jane Eyre insieme a Madame Bovary e Susan (protagonista della copertina), ogni donna viene presentata con una breve descrizione che porterà il lettore ad approfondirne la conoscenza.

L’amica che ho deciso di adottare è la mitica Mary Poppins, protagonista del libro scritto da Pamela Lyndon Travers nel 1934.

Chi non ha mai sentito parlare di Mary Poppins? Una bambinaia inventata dall’autrice per alleviare il dolore dei fratelli, bambinaia diventata ancora più famosa grazie alle numerose trasposizioni cinematografiche.

“Se volete trovare il Viale dei Ciliegi, tutto quello che dovete fare è chiedere al vigile all’incrocio. L’uomo piegherà l’elmetto da uuna parte, si gratterà la testa pensosamente […] Se andate in cerca del numero 17 (cosa molto probabile, poichè tutto il libro riguarda proprio questa casa), lo troverete subito.”

E’ in questo modo che si apre il libro di Mary Poppins, che si concentrerà sulle vicende della famiglia Banks che avrà il piacere di incontrare la mitica Mary Poppins che arriverà portando con sè una buffa borsa fatta con un tappeto ed un ombrello nero con il manico a forma di pappagallo. Mary Poppins ha la capacità di rendere divertente ogni compito, anche la medicina della sera diventa buona assumendo il sapore più apprezzato da chi la beve. Mary Poppins rimarrà con i Banks fin quando non cambierà il vento e l’addio struggente dei ragazzi, che tanto hanno imparato dalla loro bambinaia, verrà descritto alla fine del libro e ci ritroveremo tutto con un luccichio negli occhi per aver detto addio alla bambinaia più famosa di tutti i tempi.

latest-41-maxw-654Mary Poppins è diventata ancora più famosa grazie a Julie Andrew che l’ha rappresentata nell’omonimo film del 1964. Indimenticabile il volto della protagonista con quei profondi occhi azzurri ed altrettanto indimenticabile la sua capacità di mettere in ordine la stanza senza muovere un dito, ma solo con lo sguardo. “Supercalifragilisticespiralidoso” diventa un motto che dà inizio ad una canzone che un pò tutti conosciamo e “basta un poco di zucchero e la pillola va giù” diventa la formula utilizzata da tantissime mamme per addolcire le medicine dei propri bambini.

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Vento dall’est la nebbia è là qualcosa di strano fra poco accadrà Troppo difficile capire cos’è ma penso che un ospite arrivi per me.

Nel 2013 con “Saving Mr. Banks” scopriamo quanto ha dovuto insistere Walt Disney per ottenere i diritti di Mary Poppins e per poterne fare così un film, scopriamo il passato tormentato e per niente semplice dell’autrice del libro che sì, di certo non avrà un carattere amabile, ma che ha dovuto affrontare la morte del padre per tifo e alcolismo e la conseguente depressione della madre. Scopriamo, grazie a questo film, che Mary Poppins non si è recata presso quel famoso numero 17 per salvare i quattro bambini, no, è andata per salvare il padre.

mary-poppins-2-maxw-644.jpgEd ancora nel 2018 vediamo tornare la mitica figura di Mary Poppins interpretata da Emily Blunt torna a far visita agli ormai adulti Michael e Jane. Michael, vedovo da poco e con tre figli a cui badare ha accettato un impiego temporaneo presso la banca dove lavora il padre e Jane è un’attivista e sebbene voglia aiutare il fratello è sempre impegnata con le sue lotte per i diritti dei lavoratori. Grazie all’arrivo di Mary Poppins Michael riacquisterà la gioia di vivere e, compiuto il suo lavoro, il vento cambierà e Mary Poppins si dirigerà verso un’altra casa, un’altra famiglia bisognosa del suo aiuto.

Mary Poppins non è solo un libro per ragazzi, è il racconto di una donna dalle capacità straordinarie che riesce ad aprire le porte di nuovi mondi, nuove opportunità e persone diverse di cui approfondire la conoscenza: ricordiamo gli spazzacamini, i signori che prendono il tè sul soffitto o le venditrici di biscotti. Mary Poppins è lì quando tutto diventa buio e rende ogni compito facile e divertente, portando la gioia non solo nei più piccoli ma anche negli adulti. Come scritto dalla stessa Pamela Travers, nata Helen Lyndon Goff:“Mary Poppins è venuta a trovarmi per divertirmi, ed è rimasta abbastanza da consentirmi di scrivere storie che, sia ben chiaro, non sono state pensate per bambini perchè, chi lo sa dove finisce l’infanzia e dove comincia l’età adulta?”.

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“Le ferite originali” di Eleonora C. Caruso

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Le emozioni che mi ha trasmesso questo libro sono molte e tanto forti che ammetto sarà difficile per me parlarne e cercherò, per questo motivo, di essere più chiara possibile per rendere giustizia a questo volume che mi è piaciuto davvero molto.

Cosa è un libro se non un veicolo di emozioni che scava dentro l’anmo umano? Con “Le ferite originali” si affronta un viaggio che sembra lungo anni ed invece dura troppo poco perchè le pagine vengono lette (direi più correttamente divorate) con voracità dal lettore.

Christian, protagonista del libro, piomba nella mente del lettore con fare audace e seducente, prepara la sua strategia con calma per poi raggiungere il suo obiettivo: scombussolare le emozioni e il raziocino del lettore che è ignaro di ciò che dovrà affrontare, una lotta che vede come protagonisti i sentimenti di affetto nei confronti di Christian e l’etica che sa quanto il comportamento di Christian sia poco corretto.

 

46631789_330489917744156_6246540052357185536_n“Il tempo non guarisce veramente le ferite non allontana affatto il dolore – fa il contrario. Il tempo dà altro tempo alla ferita d’infettarsi e dà a noi il tempo di tornare sui luoghi di quel dolore. E’ come l’infanzia in fondo. Si dice che si cresce, ci si lasciano alle spalle certe cose, ma non è cosi: l’infanzia crescere insieme a noi, ce la portiamo avanti. Viviamo e non facciamo altro che rivivere quelle pure e quei piaceri, quelle scoperte e quegli abbandoni. Specialmente quegli abbandoni. Veniamo abbandonati, delusi, traditi dalle stesse persone per anni – per sempre.”

 

La trama è molto semplice di primo acchitto ma credetemi, ogni pagina, ogni rigo nascondono un significato davvero profondo: Christian, affetto da un disturbo psichiatrico, ha diverse relazioni che si basano soprattutto sul rapporto sessuale che sembra essere l’unica attivitò in grado di farlo rimanere se stesso. Christian si sente “spezzato” a causa delle sue numerose ferite “originali” quali la morte della madre e l’allontamento della figura paterna. Le persone più “importanti” della sua vita:

  • Dafne: giovane che conosce da tempo Christian e che rappresenta la ragione e l’infanzia. La parte normale della sua vita che gli ricorda ancora la figura materna morta in modo tragico;
  • Davide: un giovane timido e a tratti bloccato da questa sua grande timidezza, rappresenta la salvezza e la genuinità.
  • Dante Beltrami: freddo e a tratti crudele e fisicamente violento. Un rapporto di dipendenza fatto anche di abusi ma che a tratti sembra essere salvifico per Christian.

Questo romanzo ci trascina in un’altalena di emozioni contrastanti. Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano indissolubilmente a causa di Christian, fino ad una finale che mi ha parecchio commosso.

Come detto precedentemente la narrazione scorre velocemente, è un romanzo corale in cuisi alternano le voci di Christian, Dafne, Davide e Dante approfondendo in questo modo elementi della loro vita. Durante la narrazione, per cercare di comprendere il modo di ragionare di Christian e andare più a fondo nella sua psiche (complicata e tendente all’autolesionismo), sono descritte in corsivo le sue sedute psichiatriche. Ho letto diverse critiche all’utilizzo di un linguaggio dettagliato dal punto di vista sessuale ma credo che questa sia stata una decisione corretta perchè l’autrice, in questo modo, ha esplicitato e arricchito la personalità di Christian sottolineando la complessità della sua personalità.

Consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono leggere qualcosa di profondo, vero, forte ed intenso e che non si fermano alle apparenze, coloro che hanno voglia di andare sempre oltre ciò che sembra, per scavare in profondità.

“Il pranzo della domenica” di Paolo Panzacchi

Con questo articolo prenderemo in considerazione un genere che di solito non rientra nelle mie corde: un thriller.

La storia di questo piccolo libro ruota attorno alla famiglia Arienti , una famiglia dell’alta borghesia di Bologna che possiede un’azienda, una delle più importanti in Italia e nel mondo. Capo della famiglia è Giovanni Arienti 45320904_503420343476649_4362572572320071680_nche ha reso l’azienda grande ricorrendo anche a qualche sotterfugio e a metodi poco ortodossi. L’azienda viene portata avanti da Roberto e Anita, quest’ultima è un vero genio per gli affari, è dotata di grande intelligenza, capacità di socializzazione e riesce ad attirare la simpatia delle persone. Anita cambierà a causa di un evento a cui reagirà in maniera violenta e sconsiderata, cercando di togliersi la vita ma non riuscendo nell’intento cadendo vittima dell’alcool e della droga. Altro protagonista del libro è il “mercenario”: uomo pericoloso, ricercato in Europa e autore di attentati e strani omicidi. Le vite di questi personaggi si intrecerranno, mischiando in questo modo il passato con il presente, il mercenario è tornato e vuole vendetta.

Nella storia sono presenti altri personaggi secondari che hanno un ruolo fondamentale nello svolgimento degli eventi e nell’intreccio della trama. E’ un thriller interessante con scene di azioni che mi hanno appassionata parecchio – consigliato soprattutto a coloro che amano i film d’azione o di spionaggio -.

Il libro è scritto bene, la narrazione è scorrevole e le descrizioni non risultano pesanti ma incentivano l’interesse del lettore nell’approfondire la storia. Ci sono delle scene di azioni descritte in modo interessante e coinvolgente. E’ un libro che appassiona e che spinge il lettore a continuare e a scoprire come finiranno le cose.

Consigliato agli amanti del genere o che cercano un thriller che li tenga incollati alle pagine.

Storia di due donne e di uno specchio di Edoardo Zambelli.

Parlare di questo libro non è affatto semplice perchè, durante la lettura, ho dovuto abbandonare quelli che sono i miei “schemi mentali” da lettrice ovvero seguire il susseguirsi di eventi cercando di capire il più possibile la trama ed il motivo di quello che succede. Con “Storia di due donne e di uno specchio” solo due erano gli elementi invariati: Marta e Alessandra, le due donne protagoniste di questo volume che cercano un modo di affrontare la vita cercando di contrastare la solitudine, la rabbia e la tristezza e l’inadeguatezza, sentimenti frutto di eventi passati che non vengono specificati per bene lasciando il lettore con un forte dubbio. Con fatica ho accettato che certi fatti non venissero spiegati perché mille erano – e continuano ad essere – i dubbi e le domande.
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“Questo è il mio corpo, penso, il corpo che non ricordavo di avere e che questa casa mi ha restituito. E’ un corpo nuovo – è vecchio, ma è nuovo – ed è mio.”

Il volume è diviso in due parti, protagonista della prima è Alessandra che lascia Bari per tornare a casa sua e rivedere il padre malato e la badante che se ne occupa. Interessante la scena in cui analizza il suo corpo nudo davanti allo specchio, l’inadeguatezza di Alessandra è palpabile ed è possibile notare l’intensità con cui cerca di spazzarla via e prova, attraverso un’analisi del proprio corpo – scritta in maniera elegante e semplice, senza cadere nel volgare – di acquistare nuovamente sicurezza.

“Marta sente alle sue spalle una specie di fruscio, e si volta. Fermo, in un angolo, il ragazzo – quel ragazzo – la fissa e sorride”.

Protagonista della seconda parte è Marta adolescente che, come un sogno, si addentra all’interno di una casa dove incontra un ragazzo di cui si innamora perdutamente. Ragazzo che diventa suo pensiero fisso e che mina i rapporti, già logori, con la madre.

La prosa è semplice,  la lettura scorre velocemente tuttavia la ricchezza di dettagli e di descrizioni, unite anche ad un approccio in cui si tende a non specificare tutto come precedentemente detto, possono confondere il lettore rallentando in questo modo la narrazione. Durante la lettura sembra quasi di addentrarsi in un sogno, dove i confini non sono ben definiti e in cui passato e presente si mischiano, tutto è labile, perfino i luoghi in cui avvengono le vicende. Tanti sono i personaggi di questo libro, alcuni vengono approfonditi mentre altri vengono avvolti dal mistero, inquietante il personaggio della vecchia che mi ha turbato parecchio. Avrei sacrificato alcune descrizioni che ho trovato decisamente superflue e troppe dettagliate, a favore di una maggiore cura a livello di trama. “Storia di due donne e di uno specchio” è un romanzo che mi ha fatto uscire dalla mia comfort zone, che ho apprezzato “a metà” perchè avrei tanto voluto avere altre spiegazioni e risposte alle mie tante – tantissime – domande.

Titolo: Storia di due donne e di uno specchio

Autore: Edoardo Zambelli

Casa Editrice: Laurana Editore

“Figlie di una nuova era” di Carmen Korn.

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“Figlie di una nuova era” è il primo volume di una trilogia edita dalla Fazi Editore. Un romanzo tutto al femminile che va dal 1919 al 1948, anni in cui incontriamo e approfondiamo la conoscenza delle quattro donne protagoniste:

– Henny, giovane ostetrica facile ad innamorarsi quanto a pentirsene, vive con la costante e pressante presenza della madre il cui sogno è di vedere la propria figlia fare un matrimonio di convenienza, desiderio che si scontra con le aspirazioni di Henny che più di ogni altra cosa vuole fare l’ostetrica;

Kathe, ostetrica e amica di Henny, emancipata e comunista che crede fortemente nei propri ideali, innamorata del giovane e calmo Rudi;

Ida, enigmatica e ricca, che cerca di sfuggire dalla gabbia dorata in cui è cresciuta cercando degli svaghi che la portino lontana da questa vita che la annoia ma che allo stesso tempo non riesce ad abbandonare, svaghi che troverà grazie all’aiuto di una cameriera;

– Lina, emancipata insegnante che pensa continuamente ai suoi genitori morti di fame – letteralmente – per garantire la sopravvivenza ai propri figli.

Romanzo ambientato in Germania, nella bellissima città di Amburgo, porta il lettore ad affrontare i cambiamenti della città dovuti alla presa di potere di Hitler – cambiamenti che, dal punto di vista storico-politico non sono ben definiti, ma che fanno da sfondo alla narrazione principale incentrata sulla vita quotidiana delle donne (ad esempio “La notte dei cristalli” viene raccontata senza approfondire ulteriormente il pogrom). “Figlie di una nuova era” è un romanzo corale che lascia spazio anche alla voce dei personaggi secondari che arrichiscono di dettagli i fatti rendendoli, molto spesso, ancora più interessanti. La narrazione è ricca di dettagli che approfondiscono la vita quotidiana delle nostre quattro protagoniste e ciò rende inevitabile affezionarsi a loro durante questi trenta anni “passati insieme”.

La “voce” che ho preferito è senza ombra di dubbia quella di Kathe, forte dei suoi ideali e del suo amore per Rudi, riesce ad affrontare mille difficoltà tra cui la deportazione in un campo di concentramento. I capitoli sono divisi in anni e all’interno di ogni capitolo viene data luce alle diverse voci che raccontano e spiegano, con ricchezza nei dettagli, i cambiamenti avvenuti lasciando spazio anche ad un minimo di introspezione – anche se avrei preferito una maggiore profondità in certe parti -.

“Figlie di una nuova era” è un romanzo che non ha deluso le mie aspettative ed il finale, che lascia con il fiato sospeso, accresce la mia voglia di lettrice di avere tra le mani il secondo volume e di divorarlo in pochissimi giorni cosi come fatto con il primo, libro assolutamente approvato e consigliato.

Titolo: Figlie di una nuova era

Autore: Carmen Korn

Casa Editrice: Fazi Editore

“Tutto quello che non mi aspettavo” di Valentina Sagnibene

“Leggendo queste pagine, mi avete concesso quella possibilità che proprio non mi aspettavo” con queste parole Valentina Sagnibene ringrazia tutti coloro che hanno deciso di leggere il suo libro.

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“Tutto quello che non mi aspettavo” è un romanzo la cui storia è raccontata dal punto di vista di Francesco e Matilde, protagonisti di questa storia, due persone dai caratteri opposti che devono scontrarsi con determinati dilemmi: Matilde, ragazza dura e testarda, deve affrontare il suo passato infelice e Francesco, giovane dall’animo romantico e dalle grandi speranze ormai assopite, deve capire se accettare o no l’unica proposta di lavoro che gli si sia mai presentata da dopo la laurea.

Le strade di questi due giovani si incrociano ed il lettore, inevitabilmente, prende a cuore le loro storie e vite. Sebbene tutto inizi grazie a Francesco, alla sua scelta di iscriversi in un blog interamente dedicato alle donne e di fingersi donna, Matilde ha catturato totalmente la mia attenzione grazie alla sua storia complicata e costellata da tanti interrogativi.

Lo stile semplice di questo romanzo ci fa capire come “una storia d’amore” non è mai solo una storia d’amore, in questo libro ci viene mostrato il dolore della perdita, quanto l’attenzione eccessiva verso la propria persona possa condurci verso strade sbagliate e di come, un amore grande, possa portare l’uomo a prendere delle decisioni per niente semplici e che spesso feriscono più persone cambiandone la vita in maniera netta.

Mi sono piaciuti molti i titoli dei capitoli così come la caratterizzazione dei personaggi, anche di quelli secondari. Avrei approfondito e letto con piacere la storia di alcuni di loro come Luca, Arianna, Giulia o il mitico nonno Lorenzo. È un libro piacevole, perfetto da leggere durante questa stagione autunnale in compagnia di una tazza di tè, un romanzo che si è fatto apprezzare parecchio.

Titolo: Tutto quello che non mi aspettavo

Autore: Valentina Sagnibene

Casa Editrice: Giunti

Pagine: 350 pagine

“I sentimenti del Principe Carlo” Liv Stromquist

Non avete mai letto un saggio?

Non sapete se questo genere può rientrare nei vostri gusti?

Non sapete da cosa cominciare?

COMPRATE “I sentimenti del Principe Carlo”.

Andate pazzi per i saggi? Allora dovete *vedi rigo precedente*.

Un saggio moderno, irriverente, sarcastico, ironico. Un saggio scritto sottoforma di fumetto dalla svedese Liv Stromquist. Questo libro, reso leggero dai disegni, mantiene il suo peso culturale e l’attenzione del lettore rimane alta.

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Tutto ha inizio da una domanda rivolta al Principe Carlo durante l’intervista ufficiale subito dopo il fidanzamento con Lady Diana:

“E’ innamorato?”
“Si… qualunque sia il significato della parola amore”

Cosa è l’amore? E’ una domanda a cui è davvero difficile rispondere, ed è da questo dubbio che ha inizo una riflessione dell’autrice che analizza l’amore in tutte le sue sfaccettature. L’analisi avviene prendendo in considerazione dei personaggi famosi che sono diventati famosi anche per le loro storie d’amore. In questo modo, questo saggio composto da circa 130 pagine, facendo riferimenti psicologici, sociologici inizia ad esaminare ad esempio “Famiglie patriarcali eteronormative” in cui si studia la differenza tra il ruolo della donna e dell’uomo nei rapporti a “due”, ruoli che vengono trasmessi alle generazioni più giovani. Viene esaminata la cultura etero-normativa che sfocia, talvolta, in disturbi psicologici dannosi per l’uomo e per la donna oppure con Oona Chaplin, Nancy Raegan e Mary Welsh Hemingway viene affrontato il tema della cura dell’uomo malato, una forma di amore che diviene dipendenza.

E’ un libro che non ha paura di affrontare delle tematiche scomode e di rendere chiaro il perchè, in certe relazioni, ci si comporta in maniera sconsiderata la Stromquist dimostra con intelligenza che i comportamenti, i ruoli e le relazioni che ognuno di noi intraprende nel corso della propria vita non sono insiti nella nostra natura ma sono il frutto di condotte e atteggiamenti che vengono tramandate da generazione in generazione.

Titolo: I sentimenti del principe Carlo

Autore: Liv Stromquist

Casa Editrice: Fandango Libri

Pagine: 140 pagine

 

“L’invitato” di Massimiliano Alberti – Opinione

Tre amici si ritrovano a Vienna per un progetto: aprire una galleria di pop-art e portare in Europa le opere di un’artista, Kaufman. I tre amici, protagonisti del libro, sono:

  • Tom: a capo del progetto. Appartiene ad una famiglia benestante, abbandona gli amici proabilmente perché stanco di loro per poi richiamarli in seguito. Ama ostentare la sua ricchezza, è presuntuoso e adora stare al centro dell’attenzione, anche tra i suoi amici vuole spiccare, suo obiettivo è quello di dare ai suoi amici, che sembrano non avere una meta da raggiungere, uno scopo su cui lavorare ed impegnarsi;
  • Leo: vero protagonista, voce narrante del libro. I genitori non avevano grandi aspettative su di lui ed infatti si sente poco realizzato. Abbandona la città per raggiungere Tom e lavorare per la realizzazione del progetto. E’ arrogante ed esprime i suoi giudizi e le sue opinioni senza alcuna inibizione, questo lo mette spesso in cattiva luce danneggiando la sua reputazione e quella dei suoi amici.
  • Kevin: Terzo ed ultimo componente del gruppo. Ha problemi in ambito lavoratovo e come Leo non si sente realizzato. E’ il meno intelligente del trio ed è anche parecchio ingenuo, proprio per questo viene spesso trattato male da Tom.

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All’interno del libro è possibile trovare dei personaggi particolari, nobili e appartenenti all’alta società di Vienna, spesso snob e superficiali. Leo si innamora di Margarida, fidanzata di Philip, socio della galleria che odia Leo. Si susseguiranno una serie di eventi che porteranno Leo ad esprimere una promessa finale: tornerà dalla sua amata Margarida.

Non ho apprezzato molto nessuno dei personaggi, tutto questo è dovuto alla mia incapacità di empatizzare con anche solo uno di loro. Leo, voce narrante, è indeciso, non sa cosa fare nella vita, sembrava parecchio “passivo”, niente sembra entusiasmarlo abbastanza da farlo entusiasmare. Dal punto di vista stilistico, è ben scritto: l’autore emergente dimostra grandi capacità narrative e queste emergono all’interno del romanzo con la scelta di uno stile narrativo poco comune. Questa particolare scelta stilistica potrebbe far sorgere nel lettore la domanda “Un gruppo di amici parlerebbe davvero in questo modo?”, dubbio che, sono sincera, ho avuto anche io. La risposta? Tenendo in considerazione la particolarità del protagonista che, come detto, è una figura parecchio eccentrica si, possono conversare tra loro in questo modo. I personaggi sono ben caratterizzati,  ciò che ha reso la lettura lenta è il tipo di personaggi che pululano all’interno del libro: snob, arroganti, talmente particolari da risultarmi antipatici e che io non sono riuscita ad apprezzare, niente di insopportabile comunque.

Informazioni sul libro:

Titolo: L’invitato

Autore: Massimiliano Alberti

Casa Editrice: Infinito Edizioni

 

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“L’ultimo alito dell’estate” di Luca Rebecchi

 

“La vita che ha condotto gli ultimi otto anni in quel luogo sperduto equivale a un ritiro spirituale, un isolamento eremitico, più che a un’esperienza primitiva. Ma i pensieri non possono essere messi a tacere a lungo, e questa la vera condanna degli uomini. Solo la morte riesce a domarli.”

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Filippo, uno dei protagonisti di questo romanzo, è depresso e ha tentato il suicidio. La madre, con un cancro certa che la porterà alla morte, gli fa promettere di vivere fino ai 38 anni, età in cui Filippo potrà decidere cosa fare della sua stessa vita. Tempo dopo, sulla soglia di questa “fatidica” età incontra l’altra protagonista del romanzo, la giovane Chiara, anche lei con un passato tormentato. I due insieme scopriranno che non è possibile superare i “mostri” del proprio passato da soli e che nella sofferenza è importante avere qualcuno accanto che ci aiuti ad andare avanti.

I capitoli di questo bel libro vengono suddivisi in base ai giorni, scandendo lo stesso giorno in mattina, pomeriggio e sera con alcuni salti temporali per rispondere a due domande fondamentali:

  1. Perché Filippo ha tentato il suicidio?
  2. Cosa è successo a Chiara?

Chiara ama la musica, la pittura e la scultura, Filippo è intelligente ma anche solitario, burbero e silenzioso fin quando un evento non cambierà tutto. La narrazione è semplice, niente fronzoli per questo romanzo che racconta con semplicità quanto, certi eventi terribili, possano segnare la vita delle persone in maniera differente. Tra musica classica e rock, concetti filosofici e psicologici questo libro racconta la storia di una “rinascita” che può essere repentina oppure avvenire con lentezza grazie all’aiuto di qualcuno, un aiuto talvolta inaspettato e/o non richiesto. L’ambiente in cui si svolge la narrazione, ovvero una baita di montagna trascurata e vuota rappresenta il vuoto che accompagna il nostro protagonista maschile ormai da tempo, per cambiare quasi a fine narrazione trasformandosi in un ambiente caldo, accogliente, familiare: una trasformazione che riguarderà anche la psiche di Filippo. Una menzione speciale al personaggio secondario Arturo che svolgerà il ruolo di “fata madrina” trovando un punto di incontro tra Chiara e Filippo.

Allo scrittore Luca Rebecchi riconosco la grande capacità di catturare l’attenzione del lettore grazie ad un’intensità emotiva che non sfocia mai nella sdolcinatezza, esplorando varie emozioni dell’animo umano. E’ grazie alla scrittura semplice e ad una trama per nulla banale che ci si affeziona ai due protagonisti. Il finale aperto lascia al lettore la possibilità di immaginare una fine che più gli aggrada ed è una delle rare volte in cui ho apprezzato questo genere di conclusione, lasciandomi la possibilità di immaginare cosa riserverà la vita a Filippo e a Chiara.

Informazioni sul libro:

Titolo: L’ultimo alito dell’estate

Autore: Luca Rebecchi

Casa Editrice: Bookabook

Pagine: 296 pagine

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Estelle, storia di una principessa e di un suonatore di accordìon di Massimo Piccolo

“Tanto tempo fa, in  un castello a picco sul mare, viveva una bellissima principessa di nome Estelle. I suoi capelli erano aliti di vento, gli occhi luminose mandorle di castagno.”

EstelleCosì inizia il piccolo libro scritto da Massimo Piccolo edito dalla casa editrice Cuzzolin intitolato “Estelle, storia di una principessa e di un suonatore di accordìon”.

Estelle, bella principessa dai capelli di ghiaccio è costretta ad un’esistenza rinchiusa in castello perchè il padre, re Gustav, preoccupato e reso quasi folle per proteggere la figlia dai raggi solari fa in modo di cambiare e rivoluzionare il castello adattandolo alla fragilità della sua amata figlia. Per alleviare la solitudine della giovane principessa organizza delle sfarzose feste in cui è possibile incontrare svariate personalità. Juan, giovane musicista ingaggiato per suonare in una di queste feste, incontra la giovane principessa e tra due nasce un amore che credono impossibile a causa delle loro origini, lui povero musicista e lei ricca principessa. La fragile principessa sceglierà di sposare il principe Ileardo, matrimonio che si rivelerà infelice per un finale che non vi svelerò per ovvie ragioni.

“E questo, cari lettori, potrebbe essere proprio l’ultimo periodo prima del fatidico , giusto epilogo alla prima notte di nozze di Eselle. Ma, come dicevamo, quella che vi sto raccontando, non è una fiaba e, proprio come la vita, dopo le nozze, continua.”

Ci troviamo in un tempo non ben definito in compagnia di un libro che fonde musica, amore e magia con uno stile semplice. La struttura di questo piccolo volume composto da 89 pagine è quasi fiabesca sebbene l’autore, nel corso della lettura, ribadisca più volte che quella che leggiamo non è una fiaba. Con semplicità in questo volume si presentano i temi dell’amore incondizionato, della paura, del male di vivere per una vita infelice. L’estrema protezione del padre causerà solo dolore alla sua amata figlia, cercando di proteggerla dal male della luce del sole le impedirà di vivere una vita forse breve ma piena all’esterno delle mura del castello. Estelle prova per la prima volta l’infelicità a causa di un amore infelice con il principe Ileardo, che si presenta un po’ come l’antagonista di questo libro. Il tema dell’infelicità è ricorrente nelle pagine di questo volume. La storia si sviluppa con naturale dolcezza, la narrazione scorre veloce e lo stile semplice e fiabesco sono tutti elementi che arrichiscono questo libro incantando il lettore.

Informazioni sul libro:

Titolo: Estelle – Storia di una principessa e di un suonatore di accordìon

Autore: Massimo Piccolo

Casa Editrice: Cuzzolin

Pagine: 89 pagine

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